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Torino città d'acque
Il PO al Valentino
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Torino e il mare...
A Torino non c’è il mare! Per chi lo desidera ad ogni costo si consiglia di percorrere quella che una volta era una strada quasi a senso alternato, da qualche anno promossa ad autostrada: la Torino-Savona (o Savona-Torino, dipende dai punti di vista…) ed in poco più di un’ora vedrete il mare ligure.
Potete metterci anche di meno; basta aggiungere al costo del carburante e del pedaggio qualche decina di punti della vostra patente. Se invece decidete di andarci in treno, il tempo necessario risulta dalla formula empirica: t (minuti)=60*n, con n certamente maggiore di 2.
Mi consolo per la mancanza del mare pensando che anche altre importanti e frequentate città del nostro belpaese non godono della sua presenza: Firenze, Bologna, Roma (provate a partire dalle zone interne della città per andare ad Ostia…forse faccio prima ad andare da Torino a Savona), Milano, per citarne solo alcune. In compenso Venezia, di mare, ne ha troppo.
P.S. Sarà forse la presenza (quella si) di laghi, o magari la nostalgia del mare che non c’è, ma ad Avigliana, a poche decine di chilometri di torino c’è la sede di una azienda leader mondiale nella costruzione di yacht e mega-yacht.

MauiPm

"Anche se generalmente Torino é nota come "la città dei due fiumi" per una famosa centuria di Nostradamus, il capoluogo piemontese conta quattro corsi d'acqua significativi:il Po, la Dora, la Stura ed il Sangone.
E' quanto nel corso dei millenni si è andato ordinando in una pianura che un tempo era stata un enorme bosco planiziale.Foresta che, poco a poco, le prime popolazioni locali (forse i Taurini, tribù di origine celtica) avevano tagliato per l'agricoltura e l'allevamento. Sicuramente il villaggio era stato difeso da quel terreno molle di acque che lo circondava, forse anche acquitrinoso, certo difficile da varcare. Il borgo arriva alla Storia nel Il secolo a.C. quando Annibale, sceso dalle vicine Alpi, incontra qui una resistenza inaspettata. Probabilmente fu una semplice scaramuccia della seconda Guerra Punica. I Cartaginesi impiegarono quattro giorni a piegare Taurasia, la "città" dei Taurini appunto. Cesare Augusto però non dimenticò quella resistenza. Quattro secoli dopo, tornata Roma padrona indiscussa della pianura Padana, la dotò di mura fortificate, la ricostruì squadrata come un accampamento (caratteristica riconoscibile ancora oggi e non soltanto nel centro storico) con porte (le Porte Palatine ancora esistenti) e gli diede il nome di Augusta Taurinorum.

Quattro fiumi la solcano, ciascuno con la propria impronta particolare.
Il Po, il maggior fiume d'Italia (632 km dalle sorgenti del Monviso alla foce in Adriatico) era il fiume della pesca e delle feste, via di comunicazione delle valli alpine con il capoluogo.

IlSangone fu a lungo il fiume del riposo e degli orti e venne a lungo utilizzato come luogo di svago. Praticamente fino alle soglie del secolo scorso.

La Dora era il fiume della produzione: l'acqua, grande e quasi unica, forza motrice prima del vapore e del gasolio.

LaStura restò a lungo "fuori le mura", luogo ancora naturale, ma per molti secoli troppo lontano dalle fortificazioniche cingevano la città per avere un uso concreto.

Un passato ormai lontano. I quattro fiumi sono stati progressivamente "inglobati" ed irregimentati dall'espandersi progressivo ed ininterrotto della città. Espansione divenuta rapidissima dal dopoguerra per, forse, rallentare e quasi fermarsi soltantoora.
Ed è proprio per questo che i fiumi stanno, lentamente e con grande fatica, tornando ad essere linfa vitale per non perdere, definitivamente, lembi di natura nel dilagare del cemento."

consiglio di visitare il sito Image Torino città d'acque da cui è tratto il testo di questa presentazione per saperne di più a riguardo di un importante progetto cittadino


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Comune di Torino - Città d'acque e giardini ( ITA )